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Si fa presto a dire “differenziati dalla concorrenza” ma…

 

Cosa fa la differenza oggi? 

Viviamo in un periodo storico nel quale tutto è cambiato e (quasi) nulla funziona più come prima.

Scelte e strategie che hanno portato al successo imprenditori e professionisti fino a pochi anni fa, oggi risultano del tutto inefficaci.

Tuttavia analizzando il passato possiamo trovare indicazioni per capire come muoverci nel presente.

Facciamo “a fette” gli ultimi 60 anni e analizziamo cosa serviva per creare un’attività di successo.

Tra gli anni ’60 e ’70, era sufficiente avere la determinazione ed il coraggio, il resto veniva da solo, l’importante era dire “Io faccio” senza preoccuparsi troppo del “come”. Era il periodo del boom economico e del “miracolo italiano”, spesso la domanda superava l’offerta.

Tra gli anni ’70 e ’80, il mercato iniziò ad essere più saturo, i clienti avevano più scelta e più denaro. Gli imprenditori e i professionisti che ebbero il coraggio e l’intuizione di puntare sulla qualità, sul ben fatto, sull’eccellente, fecero la differenza. È proprio in questo periodo che nasce l’espressione “Made in Italy” come garanzia di qualità.

Tra gli anni ’80 e gli anni 2000, la qualità divenne quasi la normalità e non era più sufficiente a fare la differenza. Ecco, dunque, che emersero le imprese e i professionisti che iniziarono ad offrire servizi aggiuntivi a ciò che vendevano. In questo modo si fanno largo le consulenze, le assistenze post vendita, le garanzie aggiuntive, l’abbattimento dei tempi di consegna, ecc.

Negli anni 2000, anche i servizi aggiuntivi diventano la norma: la base di partenza per esistere e continuare a sopravvivere all’interno di un mercato sempre più maturo e consapevole. A fare la differenza fu l’innovazione. Chi aveva il prodotto o il servizio più innovativo faceva da padrone.


E oggi?

Cosa fa la differenza in un mercato apparentemente ricco di innovazione, qualità e servizi accessori di ogni genere, in cui tutto è a portata di un clic e sei comparto con concorrenti anche molto distanti da te?

Sono due i fattori principali con cui puoi differenziarti: o hai il prezzo più basso o sei il più credibile e affidabile della nicchia in cui operi e godi di buona reputazione.

Se vuoi essere scelto non per il prezzo ma perché sei il “più bravo” è necessario che la tua clientela ti percepisca come l’esperto del settore o dell’argomento e perché questo accada non basta più il passaparola spontaneo, troppo lento e non più adatto alla “velocità odierna”, piuttosto serve una strategia di marketing che si poggi su contenuti di valore che generino una buona reputazione.

Le parole chiave sono dunque informazione e autorevolezza.

Bisogna imparare a fare cultura, diventare degli autorevoli “informatori” nei confronti del proprio mercato. Per raggiungere questo obiettivo il mezzo più efficace sono gli articoli di taglio giornalistico. Quest’ultimi, infatti, servono proprio ad aiutare le persone a conoscere meglio un particolare argomento e capirne di più, il tutto in maniera informativa e referenziata.

È la continuità a fare la differenza; affrontando l’argomento più volte e da angolazioni diverse il messaggio arriva in modo più efficace. Sarebbe, infatti, un’ingenuità pensare che l’aver già pubblicato alcuni articoli in un periodo ravvicinato basti a convincere tutto il tuo pubblico, ed ancora più ingenuo è credere che siano sufficienti a farti percepire come l’esperto del settore. Ci vuole tempo e continuità per acquisire uno status.

Ti sto dando un’informazione di straordinario valore: pubblicare decine di articoli non significa avere decine di argomentazioni differenti ma piuttosto approfondire quella strategica per la tua attività.

 

Te ne do un’altra ancora più importante: l’investimento economico che dovrai affrontare sarà molto più contenuto di ciò che pensi ma questo te lo spiegherò nel prossimo articolo.

 

 

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